Ancora una volta i sondaggi elettorali "toppati" hanno acceso il dibattito su questo strumento. Stavolta, in occasione delle elezioni europee, l'errore dei sondaggisti è stato almeno in apparenza grossolano, considerando che si è mancato di rilevare l'abissale differenza fra il primo e il secondo partito.
È vero che i sondaggi non servono a "prevedere" in senso vero e proprio il risultato delle elezioni, ma vengono realizzati per sondare le opinioni delle elettori e ― dal punto di vista dei candidati ― per capire come sta andando la campagna elettorale. Nondimeno, non registrare alcun segnale del fatto che il PD stava per doppiare il M5S non può non suscitare qualche interrogativo.
Mi sono messa quindi a cercare in rete le spiegazioni fornite dagli stessi ricercatori ai quotidiani, che li hanno prontamente interpellati. Pubblico di seguito una sorta di "pastone" delle varie posizioni, che mi pare compongano un quadro abbastanza chiaro dello stato dell'arte ― almeno dal punto di vista dei professionisti.