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9 settembre 2011

Obama. Il ritorno della dimensione collettiva

Non mi intendo granché di finanza pubblica, figuriamoci di quella americana, ed ho quindi una certa difficoltà a valutare nel merito il discorso di Obama sul piano per il lavoro.

Interessanti però due argomenti più propriamente politici e direi programmatici contenuti nel discorso, che si rifanno entrambi alla dimensione collettiva dell'agire politico ed economico, e che sono naturalmente finalizzati a sostenere la necessità delle spese per i grandi investimenti in infrastrutture.

Il primo argomento, segnalato per ogni dove, è il rifiuto di approfittare della crisi per alleggerire ulteriormente lo stato sociale con il taglio delle spese. Il secondo, proposto in chiusura di discorso, è un diretto attacco alla destra, fatto richiamando nientemeno che Abraham Lincoln. Obama chiede ai repubblicani, a quelli che pensano che la crisi si possa superare solo tagliando le spese statali: "Cosa sarebbero gli Stati Uniti se coloro che si sono seduti qui prima di noi, non avessero costruito ponti e ferrovie o non avessero istituito la scuola pubblica?". Contrapporre interesse individuale e interesse collettivo, oltre un certo limite diventa insomma miope: come sarebbe possibile la crescita, senza le infrastrutture e l'intervento pubblico?